1977

Ricorreva l’ottantesimo di fondazione dell’oratorio Santo Crocefisso. Don Sergio coadiutore 1965-1983 per l’occasione voleva proporre un gesto corale che coinvolgesse bimbi, giovani e adulti, segno di un oratorio vivo e propositivo: nacque il Palio dei Ragazzi. Una sera d’agosto un gruppo di giovani si trovò con don Sergio per discutere e tracciare le linee generali della manifestazione. Si suddivise la parrocchia Santa Maria Nascente in quattro rioni avendo l’accortezza di mantenere al centro la chiesa parrocchiale e di bilanciare il numero dei bambini abitanti nel territorio. Per questo motivo il San Giuann ricevette un ampio possedimento. La stessa sera si pensò ai giochi e alle gare che i ragazzi dei vari rioni dovevano affrontare per aggiudicarsi il Palio consistente in un dipinto raffigurante la Madonna col Bambino. Alla fine dei frenetici preparativi, il giorno della festa partonale tutto era pronto per i giochi e per il corteo. Ogni rione sfilava lungo le vie di Meda. Il successo della manifestazione galvanizzò i giovani che l’anno seguente si ritrovarono in un nutrito gruppo ad organizzare la manifestazione. Con gli inizi degli anni Ottanta il Palio esplose in tutta la sua originalità. Si decise di costruire un comitato organizzatore che gestisse i giochi e trattasse direttamente con i capitani delle contrade. Il comitato sceglieva una giuria costituita da persone non abitanti in Meda. La manifestazione cominciò a coinvolgere più famiglie fuori dalla cerchia oratoriana, ad impegnare le botteghe artigiane per la costruzione dei carri da esibire durante la sfilata: mobilitò un paese intero diventandone emblema e vanto. Venne fissato uno statuto col quale si regolarono i giochi, si decisero indicazioni di massima per la sfilata, per i carri, per gli stands allestiti in oratorio e si introdussero punteggi in ogni disciplina. Si cominciarono a porre alcune tematiche su cui i rioni dovevano lavorare.

1987

Si aggiunse una novità, per la prima volta la sfilata venne svolta “a luci spente”, ossia sabato sera anziché domenica pomeriggio, per lasciare spazio alla manifestazione  ciclistica Trofeo Caduti Medesi. Questo fatto venne accettato amaramente dai responsabili delle contrade e don Italo coadiutore 1983 – 1994 non risparmiò parole dure contro l’amministrazione comunale. Memori delle polemiche, si decise di organizzare un palio sotto tono.

1989

Si decise di evidenziare i giochi dei ragazzi a scapito della sfilata che venne abolita. Ma questo non piacque alla popolazione. Lo scarso successo dell’iniziativa fece si che non fosse rinnovata l’anno seguente. Forse per ovviare all’affievolirsi dell’interesse generale oltre alla decrescente partecipazione.

1992

Anno in cui si realizzò una sfilata a “quattro mani” con una regia unica e un tema che accomunasse le quattro contrade: “La fratellanza”.

1993

Don Italo, preoccupato per la stagnante situazione, pensò di introdurre, al posto della sfilata, la corsa delle macchinine a pedali poi denominata Gran Premio Formula 1.
Bisognava acquistare le macchinine ma la spesa era ingente. Grazie alla elargizione generosa di un privato cittadino si potè assolvere al gravoso impegno, già coperto in buona parte dalle contrade. Si trattava di automobili a pedali con telaio in acciaio e scocca in vetro resina realizzata dalla Franchini, una ditta specializzata negli allestimenti delle auto da corsa, e progettata dall’ingegnere Franco Noè. Ogni rione doveva possedere tre auto contraddistinte dai colori della squadra: azzurro per il Bregoglio, nero per il San Giuann, rosso per la Fameta e bianco per la Belgora con un massimo di nove piloti che si sarebbero alternati lungo il percorso.

1994

Si confermò l’interesse della gente e dei giornali al gran premio. Inoltre, come l’anno prima, al posto dei carri ogni rione aveva realizzato il carro box per le macchinine con relativa sfilata di piccoli meccanici.

1995

Venne riproposta la sfilata in clima molto più sereno e disteso. Brano tratto dal libro  “Oratorio Santo Crocefisso cento anni di presenza” di Felice Asnaghi.

Dal 1995 ad oggi si sono susseguite numerose edizioni del palio. Purtroppo ogni anno siamo costretti a costatare amaramente che ci sono sempre meno persone che hanno voglia di impegnarsi per mantenere viva questa bellissima tradizione. Occorrerebbero nuove leve alle contrade per permettere il cambio generazionale, per poter distribuire, più equamente, il carico di lavoro che diventa troppo per “i soliti contradaioli”. Ci auguriamo che una manifestazione così bella possa attirare e coinvolgere nuovi aiutanti, nella speranza di poter far continuare a divertire tutti i ragazzi che vi partecipano.


Rione SAN GIUANN